Ho visto tanti gatti senza sorriso, ma un sorriso senza gatto mai

Tramonti

Ieri avevo in mano due ecografie. Sorridevo mentre le guardavo, contenta per la piccola nuova vita e mi immaginavo l’emozione e la gioia dei genitori. La nonna me le mostrava piena di orgoglio e di tenerezza, e mi raccontava come sua nuora l’abbia commossa nel raccontarle il suo buongiorno ogni mattina a quel fagottino di cui ancora non sa il sesso, e di come desideri saperlo per chiamarlo con il nome che e’ stato scelto. Continuavo a sorridere, contenta sul serio e profondamente.
E dentro di me piangevo, per il mio desiderio che si scontra con il no deciso di mio marito. Piangevo per la mia speranza ancora troppo presente che non vuole rassegnarsi a crederci sul serio. Piangevo per le mie mani che vorrebbero accarezzare un pancione, per i piccoli movimenti che così intensamente vorrei sentire dentro di me. Piangevo per lo scarso tempo che mi rimane a disposizione e per questi anni che scivolano via senza scampo.
E mi sono odiata, per l’invidia che ho sentito in modo così prepotente.

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Commenti su: "Tramonti" (16)

  1. Io penso che ogni donna abbia diritto (odio questa parola, vediamo se mi viene mente qualcos’altro mentre scrivo) ad uno ed un solo figlio.
    Uno perché è il completamento, l’incoronare l’essere donna. Uno solo perché se l’umanità vorrà salvarsi dal collasso, non può che rientrare numericamente all’1 o 2 miliardi di esemplari di homo che la terra può sostenere e farlo, possibilmente (utopia!) con un rientro “dolce” in due o tre generazioni.
    Ma non voglio parlare di politica.
    Qui c’è il tuo malessere, Alahambra, che com-patisco.
    La madre di mio figlio mi obbligò, di fatto, a fare UnBambino e sono solo felice di quella forzatura. Per noi uomini è più un atto intellettuale che viscerale.
    E così ci potere complementare anche su questo, voi donne.

    • Come ben sai, io non credo che sia giusto o sensato mettere un tetto, farne una questione di contabilità. Ma non sono nelle condizioni migliori per discutere al momento.
      Direi che è qualcosa di più profondo di malessere, è proprio un dolore straziante, e non credo che potrà mai essere differente da così.
      Del resto, non c’è molta scelta. Spero solo che il rimpanto non mi abbrutisca e non mi renda una persona arida e meschina.

      • Alahambra, io non so praticamente nulla di te e del tuo – da poco – marito.
        Poi non ho alcun saggezza in proposito. Anzi, pure io ho sbagliato, ho un aborto alle spalle. E a volte penso che potrei arrivare a farmi chiudere i dotti per evitare gravidanze indesiderate.
        Però sento il tuo dolore e vorrei poterti suggerire qualcosa che possa permettere a te e a tua marito di diventare genitori una volta. Ho potuto solo testimoniare la mia esperienza monobabbistica e la felicità riisultante da quella “forzatura” nel 1999.

      • Ti ringrazio per questo, so che sei sincero nel dirlo.
        Disraziatamente è un punto questo al quale cerco una soluzione da anni, e non, arrivati ad oggi, che ne esista una. In sintesi, è un mio desiderio profondo contro la sua negazione altrettanto profonda e non meno motivata. Ed è un gran peccato, perchè sarebbe un ottimo padre.

  2. mio marito nn voleva figli, cioè, li voleva, ma come ho imparato solo dopo vent’anni di matrimonio, lui è proprio incapace di decidere queste cose. rimandare ponderare, e non decidere è il suo mantra.
    e così ho deciso da sola, ho smesso la pillola e sono rimasta incinta. ops che casino….beh un po’ di discussioni ma poi la bimba bellissima è arrivata ed è la cosa migliore che ho fatto nella mia vita. la stessa cosa col secondo figlio. a volte ridendo gli dico che se aspettavo il suo consenso ora saremo due vecchietti rincoglioniti con i gatti…ovviamente lui nega, la memoria è una cosa molto discrezionale!
    questo x dirti che una cosa del genere può uccidere un rapporto. ad un certo punto della tua vita lui sarà il responsabile della tua non maternità e il matrimonio sarà finito con tanta amarezza.
    scusa se mi sono permessa di essere così schietta. sei autorizzata a mandarmi a fanchiulo…..

    • La schiettezza e’ fondamentale, specie in questi tempi dove il poiticamente corretto ammazza le relazioni autentiche, quindi, in realtà, grazie.
      Tutto il resto che dici è di una verità che non si può ignorare, applicando un minimo, ma proprio un minimo di lungimiranza e di pensiero intelltualmente onesto. Una cosa, tra l’altro, su cui ho ragionato moltissimo durante i 12 anni di convivenza, su cui ho continuato a ragionare prima di sposarmi, su cui continuo a ragionare. Il fatto che lui non voglia figli non è pigrizia nel decidere, è il contrario: un ragionamento ponderato, basato su tante e tante cose, alcune condivisiibili, altre molto meno. Ma non è un capriccio, e questa è una cosa che sapevo di bel principio, non mi è caduta addosso dal cielo.
      Di fatto, nel mio caso, si tratterebbe di scegliere tra due rimpanti: da una parte la maternità, dall’altra noi due e quello che so per certo essere l’uomo con cui voglio passare la mia vita.
      Come si fa a scegliere? Suppongo che a quel punto ciascuno opti per quello che presume gli farà meno male e la bontà della scelta si saprà ben più tardi.
      Così ho scelto di rimanere qui, con lui, sapendo perfettamente che, se non cambierà idea nel mentre, il mio rimpanto dovrà rimanere mio e non trasfromarsi in rancore e recriminazione. Lo so con una limpidezza notevole. Non so cosa accadrà, mi auguro che sapremo essere abbastanza intelligenti, sensibili ed accorti da far sì che non accada ciò che hai molto giustamente, prospettato.
      Grazie, parlarne mi fa un gran bene.

  3. ah dimenticavo….mia figlia è nata due mesi e tre giorni dopo sua cugina…..vedere incinta quell’oca di mia cognata è stata una molla incredibile….

  4. perchè il no deciso di tuo marito ?

    • Diretto come sempre tu!
      Perchè non sente alcun desiderio di riproduzione e patenità, perchè non vuole una responsabilità così, perchè vuole che la sua vita non sia limitata da quella responsabilità.
      Tutte motivazioni perfettamente logiche, confutabili e contestabili, ma logiche ed assolutamente in linea con quello che mio marito dice, pensa e fa.

  5. Chiara ha detto:

    Cara…. non mi pronuncio su questa questione perche’ troppo personale per sentire di poter commentare.

    Volevo solo dirti una cosa…

    Ti ricordi quando due anni e passa fa ormai ti dissi che il tempo delle risposte sarebbe arrivato? E’ arrivato….

    • Sai, è una cosa che sapevo di bel principio e per la quale proprio non ho alcun motivo di recriminare. E’ una delle famose scelte di cui ho sempre detto, anche se fa male tanto da non saperlo spiegare.
      Il tempo delle risposte… spero che siano risposte che ti piacciono, sul serio, o quanto meno che non siano troppo dolorose. Me lo auguro di tutto cuore, veramente.

  6. Alahambra, io lo sento fin qui che tu ci stai male.
    La testimonianza di emily potrebbe essere un po’ , nella sostanza, quella della madre di mio figlio (non nei modi, perché io partecipai anche se con acquiescenza alla decisione).
    Ma ora sono molto felilce che esista UnRagazzino che da pure senso esistenziale alla mia vita.
    Ci sono dei dilemmi come quello tra te e tuo marito che possono trovare una soluzione solo ad un livello diverso, spesso paradossale.
    Essere padre ed esserlo felicemente. Per esserlo non puoi che provare.
    Tu potresti anche fargli capire che non dovrebbe finire a casa immediatamente con pannolini e biberon, rinunciare a tutta la sua vita personale, supposto che ciò sia possibile/voluto e non sempre lo è.
    Ma tu hai qualche margine di negoziazione?
    Diamine, tra un figlio e una sbaraccata di pargoli c’è una bella differenza. Ma anche zero figli è ancora un estremo opposto molto estremo.

    • Non si tratta di pannolini e biberon. Un figlio e di questo siamo acutamente consapevoli tutti e due, è un impegno che dura per la vita, non certo a tempo determinato.
      Le scelte personali, da che un figlio nasce, sono comunque influenzate (e menomale) da quelle che sono le sue esigenze, in modo decrescente con l’età del pargolo naturalmente. Di questo si tratta, di scelte che non vuole influenzate e di responsabiità che non vuole acquisire.
      Continuo a sperare che cambi idea. Nel mentre, mi rendo conto che se non cambia lui devo cambiare io, per non starci male perlappunto.

  7. Cara Alahambra, leggere quello che hai scritto mi da l’ennesima conferma che gli uomini siano in realtà dei bambini un pò cresciuti. A volte non riesco a capire come facciano a prendere tutto “alla giornata”. Il fatto di non volersi caricare di responsabilità senza fine è un comportamento un pò infantile per un uomo sposato ma mi fa anche credere che non abbia fatto i conti con la realtà. Noi donne siamo guidate dai nostri ormoni che ad un certo punto della nostra vita ci fanno desiderare ardentemente di prenderci cura di un’anima indifesa, di farne la nostra ragione di vita, di stravolgerci l’esistenza per stringere tra le braccia un esserino tenero frutto dell’amore col partner. Ma gli uomini….gli uomini sono come un tale di mia conoscenza che non voleva assolutamente un cane. Categoricamente no. Un natale la figlia ne regalò una a sua madre. Apriti cielo, discussioni su discussioni perchè non ci doveva essere un cane a casa, il capofamiglia aveva detto no. Vuoi sapere dove dorme ora il cane? Ovviamente nel letto con quel tale e sua moglie, coccolato, nutrito e umanizzato.
    Ecco quanto valgono le decisioni degli uomini sul potere delle mogli. 😉

    • Non so a casa altrui, ma a casa nostra le decisioni di mio marito contano eccome, tanto e quanto contano le mie.
      In questo caso, purtroppo, sono due desideri che si scontrano con pari intensità ed ugual valore. Non ho ragione io come non ha ragione lui, semplicemente perchè non si tratta di ragione. E francamente non si tratta di infantilismo. Non sta scritto da nessuna parte che uno debba per forza desiderare un figlio od accettare di buon grado che il partner ne voglia.
      Credo di averlo già detto, io lo sapevo di bel principio che lui non ne vuole, e la decisione di restare con lui, di sposarlo, l’ho presa in piena coscienza. Ho sperato a lungo che cambiasse idea, continuo a sperarlo in effetti, ma se c’è una cosa che ho imparato è che le persone non si cambiano, e che se si vuole stare assieme con successo e profitto, cercare di cambiarle è la cosa peggiore e più fallimentare che si possa fare.
      Un figlio, poi, non è un impegno a termine, non è una questione che si risolve in pochi anni: la resonsabilità è forte, e capisco il suo punto di vista perfettamente. Se non stesse succedendo a me, non avrei alcun problema a comprendere ed accettare. Ma sta toccando a me, quindi mi tocca di farci i conti, ciononostante non vedo perchè dovrei perdere l’onestà intellettuale e non riconoscere le sue, pertinentissime, ragioni.

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