Ho visto tanti gatti senza sorriso, ma un sorriso senza gatto mai

Io non sono la più facile degli individui ma sono estremamente lineare. Come diceva non ricordo chi sono una persona complicata che vive in modo molto semplice. Sono coerente, sono trasparente, sono schietta nella stessa misura in cui sono intransigente, sono testarda, sono fumantina.

Non sopporto, per esempio, chi si proclama portatore di libertà indiscussa e poi si nasconde dietro alla moderazione per non avere a che fare con idee diverse dalle sue. Ancora, non sopporto che questi stessi autoproclamatisi campioni delle libertà sostengano di essere gli unici depositari del verbo. Ed è chiaro: se uno è la stessa incarnazione della verità ovvio che tranci con la scure il resto.

Detesto anche che si pretenda di conoscermi e di sapere della mia vita, che la si guardi con la pietosa accondiscenza che si potrebbe riservare ad malato grave o che le si attacchino addosso etichette stereotipate e stantie. La mia vita è quella che mi sono costruita, come volevo io e come va bene a me. E la amo così come sta perché è quello che sono, che voglio e che spero.

Trovo insopportabile che si vogliano i privilegi e le comodità del vivere in una società senza però pagare il misero prezzo dell’accordarsi nel limitare se stessi. E che contemporaneamente si gridi allo scandalo quando gli altri (sempre e solo gli altri) fanno lo stesso.

Mi fanno imbestialire l’incoerenza e tutti quelli che proclamano a loro giustificazione che “solo un cretino non cambia idea” come se le due cose avessero un nesso. Come se il cambiare le carte in tavola a proprio piacimento e beneficio fosse sinonimo di brillantezza e apertura di pensiero.

Ottengo orticaria per l’ignorante arroganza dell’egocentrismo che nega i desideri ed i bisogni di tutti quelli che non sono contenuti nella sfera di intoccabilitá in cui o più si avvolgono.

Sono inferociti, stanca e stufa.

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Commenti su: "La mia personale Avvelenata" (23)

  1. La censura e le forme preventive (ad esempio non pubblicare interventi in coda di moderazione) è una extrema ratio. Una volta era un talebano della libertà di espressione e ritenevo un crimine la censura.
    Ora mi rendo conto che… non esiste un diritto di espressione – non esiste alcun diritto, solo conquiste in un certo contesto – e che l’interazione tra autore / padrone di casa e lettore determina i modi.
    Questo dipolo esercita sia il lettore che l’autore.
    Ci vuole pazienza, fortezza, calma, spirito di buona critica e di buona autocritica.
    Ma questo è un ideale.
    E’ noto che in questi metaspazi ideali proliferano vandali, provocatori, che nel virtuale prendono il nome di troll e la censura diventa una misura contro ciò che è eccesso o si ritiene eccesso o sgradevole.
    La cosa buffa è che, in genere, ci sono paladini del politicamente corretto che violano la libertà e i diritti di cui ciarlano da mane a sera, proprio censurando, “sprangando” virtualmente interventi e contributi (fortemente) critici. Ne avevo parlato a proposito della censura della libertaria di plastica Eretika.

    Io ti voglio bene, Alahambra, perché eserciti la mia pazienza, ritengo utili le tue provocazioni a me, più che ad un dialogo che non c’è mai quasi stato.
    Come sai io ti ho dato alcune volte della maestrina e a questo contribuisce non poco il tuo “ermetismo”: per varie ragioni hai scelto di non divulgare che poco o nulla di te e quindi… di fatto, ti sottrai ad un confronto o, in alcuni casi, alla lotta.

    Certamente queste (non)interazioni tra lettori ed autori possono muovere emozioni molto forti.
    Rimane anche un’etica delle relazioni… topologica ovvero che le relazioni e i loro modi non sono acontestuali ma avvengono in un luogo e da esso hanno determinati i limiti: il fatto che alcune cose sono ammesse in casa propria ma non in casa altrui.
    Qui hai trovato una pagina nel tuo luogo in cui ti sei concessa uno sfogo.

    • Ognuno a casa propria fa come gli pare e fin qui nessun problema che invece insorge quando si fanno le tare agli altri verso i quali si agisce però nello stesso contestato modo.
      Trovo la moderazione uno strumento meschino, e realmente necessario solo in rarissimi casi. Non ho alcun problema a confrontarmi con chicchessia e ben poco me ne cale di eventuali critiche anche pesanti. È sempre una questione di rapporti: cosa vuoi che me ne importi se il signor nessuno di turno mi offende? Il concetto che ho di me è sufficientemente solido da non venirne toccato e sono ancora capace, grazie al cielo, di ridere di me stessa e di non prendermi troppo sul serio.
      Questo post nasce proprio dal fatto che Eretica ha cancellato ben 4 dei miei commenti, di fatto impedendo una replica a cose che mi sono state dette e togliendomi la voce. È un comportamento gretto e pavido che dimostra ben poca solidità, ben poca apertura e ben poca considerazione tanto più venendo da chi si dichiara a favore delle libertà di chiunque. Ho evitato nel post di menzionarla per non dare ulteriore immeritata pubblicità a chi in realtà spero si capisca presto essere il contrario da quello che, a torto, dichiara di essere.

      • Ah, anche tu per la libertaria finta, plasticata.
        La mia intuizione è che questi figuri sono degli speculatori intellettuali che si ritagliano un angolino di notorietà con strane, esotiche e strampalate teorie “sovversive”, “rivoluzionarie”, antiortodossie. Quando hanno un piccolo seguito, diventano i garanti delle neo ortodossia e l’essenza umana che combattevano emerge.

        Sono persone piene di problemi che hanno la missione di salvare gli altri e il mondo messe troppo male per salvare loro stesse.

      • Avevo chiuso con lei e non seguivo più i suoi sermoni.
        Comunque le ho lasciato, come commento, in La mia dimensione politica è la r-esistenza
        quanto segue .

        “Il sangue viene con la merda.
        Solo che tu sei una libertaria di plastica, dici di volere il sangue ma demonizzi ciò che tu consideri merda e lo fai con il piccolo potere che hai conquistato, con la “politica” censura / approvazione dei commenti.”

      • Basta parlare di lei e basta pure con i link a cose che la riguardano.

      • Alahambra, sei fine e discreta e apprezzo il garbo.
        In ogni caso ci sono battaglie in cui c’è sangue e merda, bisogna menar fendenti.

  2. condivido tutto. e brava te che hai ancora la forza di arrabbiarti

    • Non sai quanto sia contenta di sapere che concordi. Grazie. A volte mi sento una mosca bianca ed è faticoso ma è anche vero che non saprei essere differente da come sono…

      • la fatica che ultimamente sento è quella di avere le forze x discutere o almeno spiegare le mie ragioni con certi elementi. una parte di me dice che nn ne vale la pena, l’altra parte dice che sono diventata una vigliacchetta….x cui capisco bene e concordo

  3. Nota di colore: non solo la signora non pubblica i commenti che non le piacciono, ma modifica pure i testi dei commenti stessi prima di approvarli. Nella fattispecie ha tolto la parte in cui menzionavo le mie 6 precedenti risposte censurate.
    Questo sempre per la libertà di espressione, l’aver inviso il pensiero unico e la mentalità aperta.
    Trovo il tutto parecchio disgustoso nell’insieme e ritengo, con rammarico, di aver perso tempo fino qui.

    • Se tu ascolti con attenzione il gergo di questi sinistri così antagonisti fino ad essere contrari a loro stessi, puoi rilevare tutti i fantasmi e le ossessioni che li animano.
      Se la figura in questione si proclama libertaria, antifascista (che nel rozzo linguaggio sinistro significa tutto e il contrario di tutto) potrai essere certa che ‘sta Eretika è fanatica, illiberale, tende al – sempre per usare il loro gergo storto – fascistoide.

      Insomma, una speculatrice, una sacerdotessa col piccolo seguito di dementi osannanti.
      Bravini a manipolare piccole menti scadenti. Coloro che non sono manipolabili vengono eliminati con la forza, nella fattispecie il piccolo potere a cui ella si aggrappa.
      E’ una poveraccia schiava del suo ruolo e artefice del suo ruolo.

  4. LorenzoC ha detto:

    Ci sono due cose che io non tollero:
    – la stupidità. Troppe persone sono abituate ad adagiarsi sui “luoghi comuni” e non riescono a unire i puntini.
    – quando invece di argomentare la si butta sul dogma di fede o sul personale, che sono due artifici retorici che può usare solo una mente più o meno disturbata che non si rende conto delle implicazioni che sono l’esatto contrario di quello che pensa di ottenere

    In questi due casi io cancellerei i commenti.

    • Gli unici commenti che posso pensare di cancellare sono quelli di Spam.
      Negli altri casi, per me, si tratta di mettere una museruola alle altrui opinioni e per quanto io possa ritenerle stupide, fastidiose, dannose od includenti non sono così gretta e meschina da evitare la pubblicazione.
      Posso non rispondere o tentare di demolire il pensiero che non condivido ma cancellarlo no. Lo trovo vergognoso e ripugnante.

      • LorenzoC ha detto:

        No. Non sono d’accordo.
        Primo, io scrivo qui col mio nome e la mia faccia e altri no..
        Secondo, in ogni gioco ci devono essere delle regole.

        Il primo elemento significa che è facile scrivere “qualsiasi cosa” su Internet quando lo si fa da dietro la coltre di un relativo anonimato. Ma “qualsiasi cosa” non solo non può esistere su Internet perché riduce Internet ad un rumore di fondo ma in certi casi può essere o semplicemente illegale o proprio “vergognoso e ripugnante” nel merito e nel modo. Tieni presente che tu sei responsabile del MIO commento quando appare sul tuo blog.

        La seconda cosa invece significa che se non mettiamo delle regole e se non le facciamo rispettare, il gioco diventa un caos che non è divertente e non ha alcuno scopo. Non può esistere un ambito dove puoi scrivere “qualsiasi cosa” e questa “vale” tanto quanto “qualsiasi altra cosa”. Portando il ragionamento alle conseguenze ultime, vengono meno le basi convenzionali che rendono possibile la comunicazione.

        Poi tu scrivi “opinioni”.
        La parola “opinione” ha due caratteristiche.
        Prima cosa, implica che io abbia un pensierino mio, una idea e che la vada ad esporre e che tu faccia lo stesso con un pensierino tuo. E’ abbastanza diverso da ripetere uno slogan tipo che ne so “no ci sono più le mezze stagioni”.
        Seconda cosa, è una parola ambigua perché implica che quando io esprimo il mio pensierino questo sia di perse “debole”, probabilmente sbagliato. Io non esprimo opinioni, o elenco fatti o enuncio delle teorie che rendono conto dei fatti e mantengo la mia teoria fintanto che non ne compare una migliore. Galileo non esprime una “opinione”.

        Finisco con un’ultima considerazione: il fatto che il titolare di un blog operi un controllo sui contenuti del suo blog è perfettamente lecito e normale secondo me, sia da un punto di vista “legale” che da un punto di vista ideale. Invece succede spesso una cosa diversa e cioè che tu vai nel blog di Tizio e scrivi qualcosa, arriva Caio (anonimo) che è un lettore dello stesso blog e comincia ad insultarti. Tizio lascia fare e cosi ottiene la “censura” per interposta persona, dove nessuno è responsabile.

      • Dunque, la faccenda nome proprio vs soprannome o anonimato non mi ha mai convinto. Tu dici di chiamarti Lorenzo ma per quello che ne sa chi passa di qui potresti essere pure Giovanni o Alfredo. E ancora non farebbe alcuna differenza rispetto a quello che scrivi e alle considerazioni che esponi. Ammetto di provare fastidio per gli anonimi ma dipende più che altro dal fatto che mi costringono all’interpretazione per attribuire ad una singola persona i suoi commenti, che è una delle poche attività che mi consentono di farmi un’idea di quell’individuo.
        Internet, di per sé, è una scatola e dentro ci puoi trovare di tutto. Personalmente vorrei reintrodurre la Rupe Tarpea per gli stupidi ma posto che rimane una soggettivissima utopia mi rendo conto che la realtà consiste nel fatto che in questa scatola ci sono le idee mie, le tue, quelle di Hawking e quelle dei milioni di scemi del villaggio che ci circondano.
        Condivido grandemente che ci debbano essere delle regole e una delle mie è non cancellare. Mi poni la questione di contenuti legalmente sanzionabili: in tutta onestà ammetto che probabilmente quelli non li pubblicherei segnalandoli invece a chi di competenza. Solo che faccio francamente fatica a pensare a questo come ad una censura e che il pensiero è di base rivolto alle situazioni che ricadono nella normalità (intesa come statistica degli eventi probabili).
        Sulle “opinioni” potremmo stare a disquisire per eoni. Riassumendo all’osso: partendo dagli stessi dati oggettivi rimane variabile, al netto di casi estremi e rari, l’interpretazione. Quindi dando per assodato che ci siano almeno due cervelli pensanti che ritengono validi i propri ragionamenti quello che ne esce sono comunque opinioni, a mano che ci si limiti ad un’elencazione di dati di fatto inconfutabili.
        Il controllo è senza alcun dubbio legale ed altrettanto lecito, nonostante il mio personale punto di vista. Al solito però mi aspetto coerenza e se il titolare del blog X si dichiara libertario e predica la necessità di ascoltare ogni opinione e di prendere a cuore ogni istanza beh… la moderazione con susseguente cancellazione o modifica è proprio fuori luogo e perde istaneamente di liceità ai miei critici occhi.
        Per l’ultima osservazione non sono la persona giusta con cui parlare. Tengo in considerazione il giudizio di talmente poche persone che lo rimanenti possono insultarmi quanto vogliono e suscitano la stessa reazione che ho con le zanzare: le ignoro quando ronzio e le schiaccio esclusivamente quando insistono a pungere. Fuori di metafora, non mi sposta la critica ma non tollero che il significato di quel che dico venga consciamente mistificato per sottrarsi al confronto, per quanto duro possa essere.

  5. LorenzoC ha detto:

    “Dunque, la faccenda nome proprio vs soprannome o anonimato non mi ha mai convinto. Tu dici di chiamarti Lorenzo ma per quello che ne sa chi passa di qui potresti essere pure Giovanni o Alfredo. E ancora non farebbe alcuna differenza rispetto a quello che scrivi e alle considerazioni che esponi.”

    A parte che è abbastanza difficile mascherare la propria identità contro autorità governative seriamente intenzionate a scoprire chi scrive una certa cosa, io non solo dico di chiamarmi Lorenzo, non ho nessuna difficoltà a confermare la mia identità in qualsiasi modo tu preferisca. Continui a non capire la differenza tra essere “passivi” ed “attivi” riguardo ad Internet. Casa mia è casa mia perché io la reclamo attivamente, non perché qualcuno me la attribuisce. Cioè è casa mia solo se e fino a quando io sono capace di reclamarla.

    “Internet, di per sé, è una scatola e dentro ci puoi trovare di tutto. ”

    Falso. E’ una leggenda metropolitana fondata sulla ignoranza.
    Tecnicamente Internet è un insieme di protocolli che servono per collegare direttamente il mio computer al tuo computer passando attraverso delle reti eterogenee.
    Prego valutare le implicazioni della connessione diretta tra il mio computer e il tuo computer.

    Chiaro che è un concetto diverso da “social network” (che è solo un servizio Web) e dal furbofono, che non a caso le aziende definiscono “terminale di servizi”. L’ultima cosa che le aziende vogliono è che due dispositivi si colleghino direttamente invece che utilizzare passivamente i loro servizi.

    “la realtà consiste nel fatto che in questa scatola ci sono le idee mie, le tue, quelle di Hawking e quelle dei milioni di scemi del villaggio che ci circondano.”

    Quindi noi siamo qui per confrontare le “idee” (preferisco “tesi” o “teoria”) tra di loro.
    Ci sono teorie sbagliate, teorie che potrebbero essere giuste, teorie per il momento valide. Poi ci sono quelli che invece di esporre teorie fanno dei peti o ripetono slogan.

    “Condivido grandemente che ci debbano essere delle regole e una delle mie è non cancellare.”

    E’ un paradosso abbastanza infantile, scusa. E’ come dire che tu hai la regola di non avere regole. Socrate che sa di non sapere. Forse a 13 anni mi sarei crogiolato nella sottigliezza del concetto. Alla mia età invece ti dico che quando fai la minestra ci metti certe cose e non ce ne metti delle altre, altrimenti fa schifo, è immangiabile. Vale per qualsiasi cosa tu faccia, ci devono essere delle regole, ci deve essere un perché.
    La assenza di regole rende immangiabile la minestra quindi solo un pazzo la mangia, tradotto, se tu hai un sito dove si pubblica “qualsiasi cosa”, io non ci vengo. Alla fine raccogli solo la feccia.

    “Mi poni la questione di contenuti legalmente sanzionabili: in tutta onestà ammetto che probabilmente quelli non li pubblicherei segnalandoli invece a chi di competenza. Solo che faccio francamente fatica a pensare a questo come ad una censura e che il pensiero è di base rivolto alle situazioni che ricadono nella normalità (intesa come statistica degli eventi probabili).”

    Dai, facciamo un esempio banale. tu pubblicheresti il dialogo tra due muratori bergamaschi con turpiloquio e bestemmie? Non credo proprio.

    “Quindi dando per assodato che ci siano almeno due cervelli pensanti ”

    Considerazione evidentemente falsa. La maggior parte della gente è condizionata a NON PENSARE ma a ripetere degli stereotipi, sia nelle parole che nelle azioni.

    Comunque, ho aggiunto un commento ad uno dei blog nel blogroll di UomoCoso. Il commento non è stato pubblicato. Questa è una cosa che secondo me capita spesso a UomoCoso perché lui ha una tendenza masochista. Invece io concludo che non solo l’autore del post che ho commentato straparla, è anche un coniglio. Cessa semplicemente di esistere per me come il mio commento ha cessato di esistere per lui. Come dicevo, tutto perfettamente regolare. Casa sua, regole sue. Lo aspetto su un terreno neutro, se capita.

    • Non sto parlando di autorità giudiziarie ovviamente. Sto parlando di rapporti tra utenti e francamente a me che tu ti autonomini Lorenzo o Sigismondo fa poca differenza rispetto ai contenuti.
      Sbagli quando parli di attività e passività, o meglio sbagli nella conclusione che ne trai. Non credo che il “reclamare qualcosa come mio” sia l’unico modo o il più efficace per affermare attività o controllo se preferisci. Credo invece che un attegiamento attivo sia il discernere tra i contenuti che passano sotto le mani, ma che non prevede necessariamente un approccio “violento”.
      Dal punto di vista tecnico un essere umano è un isieme di parti anatomiche a loro volta composte da molecole che non sono altro che aggregazioni di atomi. Quindi internet è un insieme di protocolli nello stesso modo in cui un uomo è un insieme di atomi. Due cose verissime che però non li definiscono né qualificano.
      L’assenza di regole porta al caos generalizzato e non ha alcun senso. A me piace l’ordine quindi non sto proclamando l’anarchia. Tuttavia non credo che la censura sia un metodo valido di mantenere controllo e ordine. Come ti dicevo uno può insultarmi quanto vuole e non mi sposta, al limite ha sprecato del tempo per far crescere un contatore. Ti faccio un esempio: tu sei uno che nei suoi commenti è piuttosto deciso e pungente e questo a tante persone non piace come a tanti non piacciono i tuoi contenuti anche al di là della forma. E infatti sei stato “moderato” dalla non pubblicazione. Questo è per me un comportamento vigliacco, da bambino che si nasconde mettendosi un fazzoletto sopra la testa. Da questo io rifuggo quindi no, a casa mia non si censurano le tesi altrui perché diverse dalle mie per quanto io possa trovarle stupide o sgradevoli.
      Nell’esempio che hai fatto il turpiloquio non mi turba e qualifica loro e non me. Le bestemmie, al netto del mio personale sentire, ricadono nella sfera dell’illecito legale e quindi a ciò che dicevo in proposito. Probabilmente le toglierei pubblicando il resto e facendo presente ai due commentatori il perché con il debito corollario di non rifarlo. Ma ancora Lorenzo non è di questo che io parlo. Io parlo dell’annichilimento dell’altrui pensiero perché diverso dal proprio tramite l’eliminazione fisica di quel pensiero scritto. Non è diverso dai cappucci in testa agli oppositori politici.
      Tutto regolare quindi? Formalmente sì ma sostanzialmente no.

      • LorenzoC ha detto:

        Non ci capiamo. La “moderazione” in se stessa ha un solo difetto, che non palesa le ragioni per cui viene operata. Per quanto mi riguarda io di solito prima avverto e l’avvertimento di solito si motiva con due concetti:
        1. il commento è troppo stupido
        2. il commento non argomenta rispetto ai contenuti ma contiene solo un qualche tipo di attacco personale
        I commenti le tipo 2 appartengono ad un sottoinsieme del tipo 1 e per questo li ho separati.

        Ma la moderazione è insieme lecita e inevitabile, proprio perché esistono i commenti dei tipi 1 e 2 che, per come la vedo io, non devono esistere, almeno la dove io posso intervenire.

        Per lo “annichilimento” capisci che è reciproco. Ci sono persone che vogliono essere rassicurate nelle loro convinzioni quindi non tollerano il dissenso. E chissenefrega, io non ho la missione di convertirli al mio credo, li lascio a se stessi. Se mi “censurano” per me cessano di esistere. E’ opinabile concludere se sono io a rimetterci o loro.

        Questo comunque cambia nulla rispetto al fatto che per me è necessario assumere la responsabilità del proprio spazio, fisico e metafisico.

      • Ci capiamo perfettamente, semplicemente non siamo d’accordo per quell'”inevitabile”.

  6. LorenzoC ha detto:

    Allora esprimo il concetto in un’altra maniera: è inevitabile prendere posizione.

  7. Scusa, ti scrivo un commento un po’ a casaccio, e fuori tema… comunque sono contenta di sapere che anche a te piacciono le musiche di JCSS! 🙂
    Ciao!

    • E come si fa a non amarlo?
      Ha avuto e continua ad avere tanti detrattori ma a me piace da matti. A mio marito meno ma povero lo capisco: canto tutto il tempo xd

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