Ho visto tanti gatti senza sorriso, ma un sorriso senza gatto mai

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Considerazioni

A me non fanno paura gli islamici. Non mi fanno paura quelli che arrivano, non mi fanno paura i cambiamenti. Non mi fanno paura nemmeno i terroristi.

A me fa paura la cosiddetta gente normale. Quelli che “godo quando i barconi affondano e annegano” e che “bisogna ammazzare tutti” e che “sono tutti delle merde subumane”. Mi fanno paura perché in loro vedo la totale assenza di un cervello pensante che vada oltre l’istinto rettile di mera conservazione a dispetto di tutto il resto.

Mi fanno paura perché sono sciocchi, ottusi e manipolabili e mentre gridano al complotto sono essi stessi inconsapevoli strumenti di quelle forze che detestano.

Mi fanno paura perché se una guerra ci sarà, sarà per la loro colpa massima: essersi resi schiavi dei loro stessi slogan a tal punto da offrirsi come baluardi di giovani petti (cit.) per contrastare chissà quale terribile minaccia.

Io non voglio vivere così. Mi rifiuto di sentirmi impaurita e soffocata e schiava di altrui pensieri sconnessi. Vivo la mia vita come l’ho sempre vissuta: tranquillamente e serenamente. Perché è così che la voglio, che l’ho cercata e l’ho costruita.

 

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Un giorno di ordinaria follia

Ore 7.30: mi alzo, dopo ben 5 ore di dormita frammentaria e per niente riposante. Ho sonno, il mal di testa con il quale sono andata a letto è ancora qui che se la spassa allegramente a suonarmi tamburi nelle tempie. Fingo di nulla e scendo le scale. Il gatto, che di solito continua a dormire serafico e fa di tutto per non uscire dalla stanza, oggi ha deciso che sfrecciarmi tra le gambe è un sacco divertente. Nemmeno l’adrenalia per la caduta evitata per un pelo ha il potere di svegliarmi. Mi lavo e mi vesto non so neanche io come, ma in qualche modo faccio. Trovo anche la forza per pettinarmi.
Ore 8.00: salgo in macchina, per quei 20 minuti di strada che mi portano alla stazione autocorriere. I sedili morbidi invitano ad un sonnellino, ma al marito, che guida, non piace essere l’unico sveglio. Mi sforzo di far conversazione.
Ore 8.30: decido che ho bisogno di dolcezza e che mi merito di far colazione al bar. Mi dimentico che in quel preciso bar fanno il caffè più amaro che la storia del mondo ricordi. Praticamente una punizione per il lusso che mi son concessa. Almeno sto al caldo, vista la brezzolina gelida che tira fuori da lì.
Ore 9.00: saluto il marito che procede per la sua strada e attendo il pullman. A dire il vero attendo l’autista, perchè il pullman c’è sulla banchina, rigorosamente chiuso. Scorgo il conducente che se la chiacchiera allegramente con un suo collega di altra compagnia mentre noi pendolari rimaniamo intirizziti ad aspettarlo.
Ore 9.13: evidentemente 3 minuti di ritardo sono sufficienti. O forse gli è giunta eco degli improperi e delle maledizioni che gli stiam lanciando, perchè, finalmente, l’autista sale, si sistema, si toglie il maglionicino che piega ordinatamente, sposta la borsa, traffica con il navigatore e poi, con tutta la calma serafica di questo mondo, apre le porte. Saliamo, e non ho neanche la forza per guardarlo male.
Ore 9.30: realizzo che l’autista è serafico anche nel guidare. Va a 30 all’ora su una statale trafficata, con nessuno davanti ed una fila interminabile dietro. Ma lui è tranquillo, con la sua camicina a maniche corte, fiero dei 25 gradi minimi che ci sono sulla corriera e che aumentano esponenzialmente la mia nausea da mal di pullman.
Ore 10.12: in qualche modo arriviamo. Corro a prendere l’autobus che prendo per un soffio.
Ore 10.45: sono in ufficio.
Ore 11.30: prima incazzatura.
Ore 12.00: seconda incazzatura.
Ore 14.30: comincia il viavai di persone che voglion tutte qualcosa contemporaneamente. Il mal di testa e le incazzature si moltiplicano e crescono con progressione geometrica. Respiro zen, e vado avanti, tanto manca poco.
Ore 17.00: in stazione autorriere aspetto la mia per tornare a casa. Mi guardo attorno e realizzo che il panorama agghiacciante non è cambiato dall’ultima volta. E’ l’ora degli studenti che han finito i rientri. Quello più sobrio accosta almeno 5 colori diversi, tutti dissonanti. La moda del momento per i ragazzi prevede jeans modello “me la sono fatta addosso” strettissimo sulla gamba, arrotolato fitto sul fondo in modo da scoprire almeno 10 cm di caviglia, portato con polacchine che probabilmente costeranno un occhio ma che a me fanno tanto l’effetto Oliver Twist. Le femmine invece preferiscono sfoggiare capi che troverei eccessivi anche su trentenni che lavorino in night clubs e trucco alla Moira Orfei in acido. E tutti insieme parlano parlano parlano, ridono ridono ridono, urlano urlano urlano, si picchiano, si buttano reciprocamente in mezzo alla strada mentre passano gli autobus e altre amenità varie ed eventuali. Mi domando come facciano ad esser ancora vivi, accantono con un’alzata di spalle e mi tuffo a leggere il mio libro.
Ore 17.05: si libera un posto su una panchina. Mi accomodo accanto a delle ragazze, avran 15 anni, di cui, visto il volume della conversazione, non posso fare a meno di sentire i discorsi che vertono principalmente su presunti morosi più che ventenni. Mi faccio i casi miei, cercando di non venir soffocata dal fumo delle sigarette che si accendono, letteralmente, con il mozzicone di quelle precedenti. Fumano che sembrano ciminiere di un alto forno. Ad un certo punto una sbotta, guardandone un’altra: “Hai la gomma da masticare? No, perchè altrimenti se fumi con la gomma ti viene il tumore alla lingua”. Non ce la faccio, e scoppio a ridere. Mi guardano malissimo, io ho le lacrime agli occhi e mi reggo la pancia perchè dal tanto ridere mi fan male gli addominali. Hanno il buon senso di non dire niente, mentre annaspo alla ricerca di ossigeno. Intanto arriva il pullman.
Ore 17.30: Sembra una carica di fanteria, spalla contro spalla ci si spintona per accaparrarsi un posto. La prima fila, l’unica che mi permette un minimo di tregua dalla nausea, viene occupata in tempo zero, mi sento già fortunata a trovare un sedile libero qualche fila indietro. L’odore che si sviluppa in quei pochi metri quadri non è descrivibile, non riesco ad immaginare niente che possa produrlo, eppure c’è ed è impossibile non notarlo. Cerco di pensare ad altro, mentre dalle ultime file salgono le urla dei sedicenni. Ragliano belando ochescamente, e penso che sarebbe proprio interessante fare uno studio su di loro per capire, fisiologicamente, come ci riescono. Finchè non parte da un cellulare, a loop e con un volume da sordità congenita, l’ultimo singolo di Miley Cyrus, quello dove lei, nuda su una palla da demolizione copula con la catena che la regge e, non paga, lecca appassionata la mazzetta da 10 kg. E cantano, per mezz’ora, ininterrottamente, ridacchiando, lanciandosi le cose, imprecando e dicendo cose che avrebbero fatto arrossime Moana Pozzi. Mi salva dalla galera solo che non ho con me un AK47.
Ore 19.00: In qualche modo sono a casa, ed la giornata è conclusa. Grazie al cielo.

Extraterrestre, portami via

Mi ci han portato per i capelli, e non ho potuto rifiutarmi. Del resto, un’alienata può non risponderead un questionario su alieni e vita intelligente extraterrestre? Ovviamente no, per cui… svecchiamo un po’ casa, un bel tocco di colore, e facciamoci due risate!

Chiediti se…

1.  Hai avuto inspiegabili missing o lost time (tempo mancante, o vuoto temporale) di un’ora o più.

Uhhhh, come no. Mi fisso a guardare il vuoto pensando, e zac, filate vie mezze ora intere. Succede più di frequente quando so che dovrei fare qualcosa di fastidioso, tipo lavare i piatti ad esempio.

2.  Ti sei trovato paralizzato a letto con un essere nella tua stanza.

Più o meno tutte le mattine al risveglio: il felino domestico si impossessa delle mie estremità e risulta molto contrariato se cerco di spostarmi.

3.  Hai cicatrici o segni insoliti, senza alcuna possibile spiegazione su come te li sei procurati (strane cavità simili a cucchiaiate, cicatrici diritte, segni triangolari, cicatrici sul palato, nel naso, dietro o nelle orecchie, lateralmente al ginocchio)

Naaaaa, ogni piccolo segno un suo ricordo, ma mi faccio un vanto di non essermi mai rotta un osso e di non ave mai avuto bisogno di un punto.

4.  Hai mai visto sfere di luce o flash di luce in casa tua o in altri luoghi.

Terrorizzano il felino: fari delle automobili che si proiettano sul soffitto, ogni notte.

5.  Hai ricordi di volare nell’aria che non potrebbero essere sogni, o sogni ricorrenti che riguardano l’azione di volare.

Sogno spessissimo di volare/cadere/levitare. Suppongo che sia il subcosncio che mi suggerisce di perdere qualche kilo. Oppure il fatto che cado anche da ferma su strada perfettamente piana.

6.  Hai un “ricordo particolare” che non se ne andrà (ad es. un volto alieno, un esame, un ago, un tavolo, un neonato molto esile e strano, etc.).

Compiango chi non ha ricordi particolari, deve condurre veramenre una vita triste e vuota. Io ne ho a bizzeffe.

7.  Hai visto raggi di luce fuori di casa o che entrano nella tua stanza attraverso una finestra.

Le stesse della 4. Approfitto per dire che sono inquietanti nel riflesso degli occhi del gatto.

8.  Hai sognato spesso avvistamenti UFO, raggi di luce o esseri alieni.

In tutta onestà mai, anche se devo dire che ho spesso desiderao un incontro ravvicinato esattamente come nel film omonimo.

9.  Hai mai avuto un avvistamento scioccante o avvistamenti multipli nella tua vita.

Focca la bindella no, mi sarei accontentata anche di un poltergeist piccolo piccolo…

10.  Hai una consapevolezza cosmica, interesse per l’ecologia, l’ambiente, la dieta vegetariana, o sei molto impegnato dal punto di vista sociale.

E come no! Sono profondamente consapevole che non siamo soli nell’universo, e che quegli altri han di meglio da fare che perder tempo con un’umanità che va  rotoli (lo vedi che c’è pure l’impegno sociale?)

11.  Hai la forte sensazione di avere una missione o un compito importante da svolgere, a volte, senza sapere a cosa sia dovuto questo impulso.

Mamma mia, quanto egocentrismo. Credo fermamente che ci sia uno scopo per ciascuno e che i comprenderlo e realizzarlo porti necessariamente alla serenità.

12.  Hai una sensazione segreta di essere “speciale” o “scelto” in qualche modo.

Sì, si chiama autocoscienza e consapevolezza di se stessi.

13.  Hai vissuto eventi inspiegabili nella tua vita, e ti sei sentito stranamente ansioso, di conseguenza.

Decisamente no. O meglio, qualche fatto strano è accaduto, ma suppongo che un minimo di voglia ci si troverebbere una spiegazione più che razionale.

14.  Hai avuto molte, insolite esperienze psichiche – come sapere che sta per succedere qualcosa prima che accada.

Da ragazzina “sentivo” il telefono qualche secondo prima che squillasse ed in genere “sapevo” chi fosse prima di rispondere. La seconda l’ho in parte mantenuta, e no, non è perchè vedo il numero sul display.

15.  Per le donne: hai mai avuto gravidanze isteriche, o feti fantasma (essere in stato interessante, e non esserlo più).

Per carità.

16.  Ti sei mai svegliato in un posto diverso da quello dove ti sei addormentato, o non ricordi di essere mai andato a dormire (svegliandoti con la testa ai piedi del letto o in macchina).

Ehm, cioè, veramente… i miei amici ancora ricordano un tappetino del bagno coloro arancione (sul quale mi han trovato placidament addormentata) ed una discesa da una scala cercando una scarpa come Cenerentola. Mi duole ammettere che l’alcool è responsabile di entrambe le occasioni.

17.  Hai mai sognato occhi simili a quelli degli animali (come quelli di un gufo o un cervo) o ricordi di aver visto un animale che ti guardava. O, anche, se hai paura degli occhi.

Questa mi manca, ma ho il sospetto che possa esser interessante.

18.  Ti sei mai svegliato nel bel mezzo della notte spaventato.

E come no! Specie negli ultimi mesi, in cui gli incubi e l’ansia l’han fatta da padrone, accompagnati da un po’ di insonnia, tanto per gradire.

19.  Hai reazioni forti davanti alla copertina di Communion o di raffigurazioni di alieni. Sia di avversione che di attrazione.

Sì, di solito sghignazzo. Ma che è Communion?

20.  Hai inspiegabili forti paure o fobie (ad es. altezza, serpenti, ragni, grossi insetti, alcuni suoni, luci, la tua incolumità o lo stare da solo).

Perchè, le fobie son spiegabili? Ero rimasta che non c’è niente di razionale o spiegabile in una fobia… Ad ogni modo sì: ho una paura matta degli insetti, specie se volano ed hanno un pungiglione. Ma anche coccinelle, grilli e scarafaggi mi atterriscono. Insomma, una fobia non si nega” manco a li cani”, suvvia.

21.  Hai avuto problemi di auto-stima per molta della tua vita.

Senza dubbio per tutta la durata del liceo. Qualche stolto potrebbe chiamarla semplicemente adolescenza.

22.  Hai visto qualcuno con te restare paralizzato, non potersi muovere o congelato nel tempo, soprattutto qualcuno con cui vivi.

Cielo no, sai che impressione!

23.  Ricordi di aver avuto un posto speciale, di significato spirituale, quando eri più giovane.

Per fortuna sì, e coincide con la casa al mare. Un bel luogo di relax anche mentale, facile da raggiungere e con una quantità di significati ad esso legati. Insomma, una figata!

24.  C’è mai stato qualcuno, nella tua vita, che ha affermato di aver visto un’astronave o un alieno vicino a te, o è stato testimone di una tua scomparsa.

Vicino a me no, ma purtroppo gente che afferma di aver visto gli alieni sì, ed altri che affermavano che qualcuno a loro vicino era stato rapito. Citerei un grande filosofo: “Maledetti hippie”

25.  Hai mai trovato strane macchie di sangue sulle lenzuola o sul cuscino, senza riuscire a spiegartele.

Si, un paio di volte. Quando i gatti erano ancora due e cercavano di usare il letto come campo di battaglia privato a volte mi svegliavo con qualche graffio in più.

26.  Ti interessano gli avvistamenti UFO o gli alieni, che ti spingono forse a leggere molto a riguardo.

Amo la fantascienza intelligente. Mi sembra però che il genere sia inquinato da banalità sensa capo nè coda.

27.  Hai una forte avversione verso l’argomento UFO o alieni – non vuoi parlarne.

Mah, a me gli alieni non han fatto nulla, e ripeto di esser convinta che ci sia altra vita intelligente. Non me li immagino grigi e con gli occhi a palla, nè viaggianti su navicelle a disco. Se qualcuno insiste a parlarne in quei termini, allora sì, mi sale l’avversione, ma non agli UFO, quanto piuttosto al beota in questione.

28.  Hai mai sentito la necessità improvvisa di guidare o camminare in direzione di una località lontana o sconosciuta.

No. Ho la brutta abitudine di tenere collegato il cervello. Però aspetta, non è che magari, una delle volte in cui ero sbronza?…

29.  Hai la sensazione di venire osservato spesso, soprattutto di notte.

Il solito felino domestico, che si sveglia e osserva finchè non mi sveglio, in modo tale da poter venire a far le fusa ed a strusciarsi. Peccato che di solito avvenga a ore improponibili.

30.  Hai mai sognato di passare attraverso una finestra chiusa o una parete solida.

No, non l’ho sognato, l’ho fatto. Ma era tanti anni fa e non è questa la sede.

31.  Hai mai visto una strana nebbia o foschia, che non dovrebbe esserci.

Da una parte la darsenza, dall’altra i campi coltivati, nel mezzo la strada e la casa. La situazione strana sarebbe l’assenza di nebbia.

32.  Hai udito strani ronzii o suoni pulsanti di cui non sei riuscito a identificare la fonte.

Porca paletta è capitato, e porca palette tutte e tre le volte è stata dolorosissima otite con febbre, nausea e malessere generale a manetta. Se scopro che è colpa degli alieni non so che je faccio!

33.  Hai avuto insolite perdite di sangue dal naso, in qualsiasi momento della tua vita. O ti sei svegliato con il naso che sanguina.

Per fortuna mai.

34.  Ti sei mai svegliato con un dolore ai genitali che non puoi spiegare.

Come sopra.

35.  Hai mai avuto problemi al collo o alla schiena, vertebra T3 spesso fuori, o ti sei svegliato con un insolito indolenzimento in qualche parte del corpo.

Dormo come M. J. Fox in “ritorno al futuro”. Mi fa SEMPRE male qualcosa quando mi sveglio. In più il gatto che mi blocca, la schiena andata a frantumarsi per l’incidente più banale del mondo, il ginocchio con la cartilagine fuori controllo, la spalla con il difetto posturale… continuo?

36.  Hai mai avuto sinusiti croniche o disturbi nasali.

Laringiti a gogò, di solito a luglio. Niente di strano per una fumatrice.

37.  Ci sono oggetti elettrici attorno a te che vanno fuori controllo o smettono di funzionare, senza alcuna spiegazione (come le luci della strada, che si spengono quando ci passi sotto, interferenze nella TV e nella radio quando ti avvicini, etc.)

La teconologia mi odia, come a tutti, ma sono propensa a credere che dipenda dal fatto che non la utilizzo a dovere.

38. Hai mai visto una figura incappucciata vicino a casa tua o in casa tua, e soprattutto vicino al tuo letto.

Vedi la 33.

39.  Hai mai sentito frequenti o sporadici suoni all’orecchio, soprattutto in uno?

Beh, ovvio, ed è evidente che qualcuno mi sta pensando o sta parlando di me. No?

40.  Hai una paura insolita dei dottori o hai la tendenza a evitare trattamenti medici.

Niente di tutto ciò, sono solamente troppo pigra per andarci se non è indispensabile.

41.  Soffri d’insonnia o disturbi del sonno che ti sconvolgono.

Sconvolgono, addirittura. Mi pare di aver detto poc’anzi che nei mesi prima del matrimonio faticavo parecchio ad addormentarmi, ma il magico potere della fede al dito a riportato tutto alla normalità.

42.  Sogni di medici o procedure mediche.

Ho sognato tantissimo Clooney nel suo periodo E.R., ma al fascino del camice preferisco quello della divisa senza ombra di dubbio. Sogno un sacco Jhonny Depp in compenso!

43.  Soffri di frequenti o sporadici mal di testa, soprattutto nella zona del setto nasale, dietro un occhio o in un orecchio.

Ogni volta che cambia il tempo, e vi lascio immaginare il mio godimento in questa stagione. Mi dicono chiamarsi metereopatia.

44.  Hai mai la sensazione di impazzire persino a pensare a questo genere di cose.

Mi sembra sempre di essere sul punto di impazzire se non capisco bene qualche cosa. In fin del conti l’intelletto è senza dubbio il bene più prezioso, ed il suo utilizzo è doveroso.

45.  Hai mai avuto esperienze paranormali o psichiche, inclusa l’intuizione.

Ma non l’ho già detto nella 14? Magari c’è un problema di semantica che non colgo… aspetta che ci impazzisco un poco sopra.

46.  Sei predisposto verso comportamenti compulsivi o di dipendenza.

Assolutamente sì, e ne vado fiera. Detesto i cambiamenti ad esempio, e pretendo che alla stessa tavola con gli stessi amici ci si sieda sempre nel medesimo posto. O anche, più banalmente, se frequento spesso un locale, mi piace di avere sempre il medesimo tavolo, altrimenti mi resta un vago senso di fastidio.

47.  Hai mai canalizzato messaggi telepatici da parte di extraterrestri.

No, ma mi sarebbe piaciuto immensamente. Vuoi mettere la soddisfazione di essere una prescelta?

48.  Hai udito una voce esterna nella tua testa, che ti parla, magari dandoti delle istruzioni o guidandoti.

Qui la facile ironia si sprecherebbe. Preferisco passare oltre fingendo di essere superiore alla tentazione.

49.  Hai mai avuto paura dell’armadio, ora o quando eri piccolo.

La letteratura pullula di questi fenomeni. Personalmente non m’è mai capitato, forse per quell’intelletto di cui si diceva poco sopra…

50.  Hai mai avuto problemi sessuali o relazionali (come la strana sensazione di non doverti impegnare in una relazione perché questo interferirebbe con “qualcosa”).

Di solito le relazioni si intromettono nella spiccata voglia di libertà di ciascuno. Nel mio caso non ho trovato alcuna difficoltà nello stabilire rapporti: la parte complicata è stata convincere lui!

51.  Devi dormire contro la parete o con il letto contro la parete.

No, non devo, ma finchè vivevo a casa dei miei genitori mi piaceva un sacco. Per un po’, dopo trasferita, ammetto che m’è mancato quel senso di sicurezza che un muro maestro contro il fianco mi dava.

52.  Hai paura di dover essere vigile, altrimenti verrai preso da “qualcuno”.

Considerate tutte le imprudenze che ho commesso in vita mia, direi che questa spinta nell’esser sempre vigile non ce l’ho.

53.  Hai difficoltà a fidarti delle persone, soprattutto se si tratta di figure autoritarie.

Mi fido nella misura in cui si son dimostrate degne di fiducia. E’ un po’ come il rispetto, mica si elargisce al primo venuto.

54.  Sogni di distruzioni o catastrofi.

No, ma sono da sempre convinta (ma proprio da bambina in su) che quando arriverà la fine sarà esattamente come “l’Apocalisse” di S. Giovanni. E sarà una fine col botto!

55.  Hai la sensazione di non dover avere il permesso di parlare di certe cose, o che non dovresti parlarne.

Oh certo, poi però ne parlo lo stesso. E spesso vengo tacciata di esser bigotta, prevenuta, omofoba e chi più ne ha più ne metta: è difficile avere un pensiero non politicamente corretto e portarlo avanti a dispetto di quel che ne pensa la maggioranza.

56.  Hai vissuto molte delle esperienze qui elencate, e ti ricordi dei tuoi figli o genitori che parlavano di esperienze simili, all’occasione.

Evidentemente qualcuna ne ho vissuta.

57.  Hai tentato di risolvere questo tipo di problemi con scarso successo o non riuscendovi affatto.

Problemi? Quali problemi?.

58.  Presenti molti di questi sintomi, ma non riesci a ricordare niente riguardo un’abduction o un incontro alieno.

Accipicchia no, ma continuo a mandare appelli. Sai mai che qualcuno sia in ascolto…

Ecco fatto, una fatica improba!