Ho visto tanti gatti senza sorriso, ma un sorriso senza gatto mai

Articoli con tag ‘sentimento’

Mancava

Ora, io non bestemmio per un sacco di diversi motivi, ma ho finito le imprecazioni.
Mia madre si è rotta 3 vertebre. Il che significa che sono 10 giorni che sono a casa sua, in una città diversa da quella in cui vivo, con ritmi che non sono miei, senza mio marito, il mio gatto, le mie cose.
È da maggio dello scorso anno che non c’è un attimo di tregua.
Semplicemente non ne posso più.

Oggi

Oggi sono 3 mesi, ed io sono stordita come lo ero quel giorno.
Semplicemente, non ci voglio stare senza di te. Mille volte al giorno mi viene in mente qualcosa da raccontarti, o un consiglio da chiederti, o anche il desiderio di una coccola come me la facevi tu arruffandomi i capelli.
Ti rivoglio qui con me e basta. Non mi interessa niente del fatto che il mondo gira e la vita va avanti. Ti rivoglio qui con me e basta.
Mi manchi Lo so che è tanto egoista questa cosa, ma mi manchi tanto. Ti rivoglio qui con me e basta.

Ciao papà.

Una festa che mi sta stretta

Pare, oggi 25 aprile, che il mondo si possa dividere in buoni e cattivi. Da una parte gli eroi partigiani, senza macchia e senza paura, dall’altra gli sporchi fascisti, macellai senza appello.
Io non ce la faccio. Non ce la faccio a condividere il pensiero nè il giubilo per una festa che francamente trovo a dir poco imbarazzante. Sarà la mia provenienza geografica, saranno le esperienze di famiglia, sarà il tempo ancora troppo breve che è trascorso, ma a me questa festa risulta proprio indigesta. O per meglio dire mi risulta indigesto il codazzo di ideologia e proclami che la accompagnano, perchè, se non ho alcun problema a capire la gioia per la fine di una dittatura, non riesco proprio ad accettare l’apologia del suo contrario.
Voglio dire, di partigiani ne ho conosciuti diversi: viviamo in un periodo e in una zona dove non è difficile incontrarne di viventi che possono raccontare le loro esperienze. Ecco, la maggior parte mi dice che essere partigiano era per lui un modo come un altro per stare ben pasciuti nelle malghe, a fare il meno possibile a spese altrui. Ma se anche così non fosse, non riesco a condividere il sistema utilizzato, la guerriglia, il nascondersi, le azioni mordi e fuggi le cui responsabilità non eran prese da chi le portava avanti, ma dalla popolazione. Contadini, allevatori, artigiani, gente comune insomma, che si trovava stretta tra la minaccia fascista/nazista (Se non ci dite chi è stato vi ammazziamo) e quella partigiana (Se dite che siamo stati noi vi ammazziamo).
Dalla casa dove sono nata e cresciuta ci vogliono 20 minuti in macchina per arrivare alla Foiba di Basovizza. E’ pieno di ossa lì sotto, di chiunque: partigiani come tedeschi. Tanti tedeschi, che non erano nè meglio nè peggio dei cosiddetti liberatori. La follia di quegli anni ha portato a tombe senza nome, nel ventre del Carso, ragazzi in divisa accanto ad altri autoproclamatisi dententori della verità assoluta.
Ma oggi, 25 aprile, si canta Bella Ciao, come se lì sotto ci fossero solo eroi della patria, senza una colpa, con un passato immacolato, principi azzurri sui quali piangere in esclusiva.
A questo mi ribello fortemente e non partecipo a festeggiamenti, nè reali nè emotivi. Anzi.

Cose semplici

Hemingway diceva che il Friuli Venezia Giulia è il compendio dell’universo, ed aveva ragione.
Così ora mi godo il sole primaverile dal mare, mentre guardo le Alpi innevate.
E penso, una volta di più, che Dio è nei dettagli.

Ci siamo

Ecco, tra 12 ore (meno in realtà) sarò una donna sposata.

Mi sto guardando le fedi ben disposte sul cuscino, i fiori che sono arrivati per me, il vestito pronto per domani, tutti i segnali esteriori di un passo decismente importante. E stramente ho la curiosa sensazione che tutto questo non stia accadendo a me, ma di esserne solamente una spettatrice. Mi sconcerta, perchè questo alone di irrealtà che mi avviluppa mi ha preso alla sprovvista: di tutte le reazioni possibili, questa non la immaginavo.

Eppure ho le farfalle nello stomaco, e sono spaventata e felice e ansiosa e curiosa e razionale e sognante ed un sacco di cose ancora a cui non so dare un nome, tutte contemporaneamente. Sono giorni che mi dicono che è normale e che tutte le spose stanno così, ed io continuo a ripetere che non sto cercando di fare a gara di originalità. Mi limito a prendere atto di quello che sto vivendo, ed ecco… mi piace, molto.

Vorrei

Ho voglia di far l’amore con te, di perdermi nel tuo abbraccio, di dimenticarmi d’ogni altra cosa.

Ho voglia di sciogliermi e di non pensare, diventare aria che ti avvolge.

Questa sensazione liquida che mi scorre dentro.